Quello che segue è un articolo del Corriere Adriatico di oggi 5 Febbraio 20010. Riguarda il comitato regionale UDC Marche di ieri sera, 4 febbraio, a Loreto, cui ho partecipato anch’io. In esso è riassunto bene quello che è il pensiero mio e della grande maggioranza del nostro partito marchigiano.
LA SCADENZA PER UNA RISPOSTA DEFINITIVA E’ MARTEDI’ MATTINA 9 FEBBRAIO. SPERIAMO BENE, NELLA CERTEZZA CHE I VOTI UDC - DECISIVI NELLE MARCHE - NON SARANNO CONGELATI IN FRIGORIFERO. DOMENICO CAMPOGIANI
Ancona
Per il sostegno dell’Udc al governatore uscente delle Marche Gian Mario Spacca “non siamo arrivati ancora ad un accordo a livello politico con i dirigenti locali. Si sta discutendo di programma, di problemi che riguardano la vita dei marchigiani e di quello che interessa la gente”.
E’ quanto ha spiegato ieri il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, nelle Marche per partecipare al comitato regionale del suo partito.
Un comitato regionale che quasi all’unanimità ha dato via libera all’accordo con il Pd, a condizione che questi abbandoni l’alleanza con Rifondazione e Comunisti Italiani. Cosa che ufficialmente non è ancora avvenuta.
Secondo Cesa “la trattativa deve essere fatta alla luce del sole. Si sa quali sono le nostre condizioni”.
E quanto alla composizione dell’alleanza, il segretario nazionale insiste: “Non si può mettere in una coalizione tutto e il contrario di tutto perchè poi è difficile dare delle risposte alla gente. Lo si vede anche nella gestione della Provincia di Macerata (dove ieri ha fatto tappa) dove c’è una coalizione omogenea di centrodestra, che noi stiamo sostenendo con lealtà e dove si danno delle risposte perchè c’è omogeneità“.
In Regione l’Udc ha posto “una pregiudiziale di ordine programmatico perchè penso che tra noi e i partiti della sinistra massimalista ci sia una visione diversa su molte questioni. E allora diventa difficile governare una Regione se il giorno dopo poi su questioni ambientali, sul discorso dello sviluppo, sul sostegno alla famiglia c’è una visione completamente distante tra noi e gli altri. Questo è un problema serio - ha aggiunto Cesa -. E’ inutile mettere insieme tutto e il contrario di tutto in una coalizione e il giorno dopo cominciare a litigare.
Ci vuole una coalizione che si crea su una base programmatica condivisa da tutti, che possa il giorno dopo dare le risposte alla gente, quello che serve in un momento di crisi che sta toccando anche le Marche”. Insomma “occorre dare risposte e per dare risposte occorre coesione, compattezza e condivisione sulle cose da fare. E non penso che tra noi e la sinistra estrema, massimalista, possano esserci delle convergenze su tante questioni”.
FONTE: Corriere Adriatico, 5 febbario 2010
Condivido e invito a leggere l’articolo del Corriere Adriatico di oggi sulla situazione in vista delle regionali.
Tutti in attesa della decisione del Pd
Ucchielli e Spacca stretti all’angolo: Prc e Pdci non mollano, l’Udc s’innervosisce e Sel non si fa tentare.
Ancona La matassa, per Palmiro Ucchielli, si complica maledettamente. Il segretario del Pd, e con lui il governatore Gian Mario Spacca, sono stretti tra due fuochi. E’ come se attualmente avessero due coalizioni con due programmi e due schemi di gioco. Da una parte il centrosinistra uscente, con dentro la sinistra radicale; dall’altra la cosiddetta alleanza del “riformismo del fare”, quella del futuro, con Udc e Idv e altri partiti minori. Ucchielli e Spacca, entro questa settimana, dovranno fare una scelta. Perché quello che inizialmente sembrava un percorso abbastanza lineare si sta ingarbugliando. A dismisura.
I tre errori di valutazione
La situazione si è complicata per tre motivi. Primo: l’Udc non molla di un millimetro sulla richiesta di discontinuità che poi significa: fuori dall’alleanza la falce e martello. Dunque l’idea di una coalizione ampia perseguita ancora in queste ore dal Pd appare definitivamente fallita. Secondo: è fallito pure il piano B, ovvero la cosiddetta auto-esclusione di Pdci e Prc. Entrambi i partiti, sgraditi ai centristi, restano saldamente incollati alla coalizione, nonostante tutto. Emblematiche a tal proposito le parole del segretario del Pdci Cesare Procaccini che ancora ieri sottolineava: “Noi siamo per l’unità e per l’allargamento all’Udc. Se non ci vogliono, ci debbono cacciare loro. Noi non ce ne andremo. Se lo scordino!”. Terzo: Sinistra ecologia e libertà, il partito che Ucchielli chiama “della sinistra di governo” e sul quale contava per spezzare il fronte a sinistra, offrendole in maniera palese la possibilità di restare all’interno della coalizione con Pd e Udc, sta mostrando i muscoli. Con un’inaspettata veemenza. “Non accetteremo veti nei confronti della falce e martello”, ha più volte detto il coordinatore regionale Edoardo Mentrasti. Con una fermezza da far addirittura impallidire Savelli del Prc e Procaccini del Pdci. Tanto è vero che venerdì scorso il coordinamento di Sel ha votato un documento che sposa la linea dura. In sintesi: “O tutta la sinistra dentro o tutti fuori”. E se i tre partiti verranno alla fine messi alla porta, la candidatura naturale sarebbe quella dell’ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi. Che ad oggi piace molto a Sel, piace abbastanza al Prc e piace pochino ai dirigenti del Pdci.
Tensione in aumento
Per Spacca e Ucchielli quella che si apre oggi sarà dunque la settimana delle scelte: o di qua o di là. Oggi pomeriggio il Pd ha convocato i partiti dell’attuale coalizione di centrosinistra per approfondimenti programmatici. Prc e Pdci hanno chiesto che al tavolo partecipi anche l’Udc. Ma i centristi non ci saranno. E Pettinari ripete: “Non abbiamo alcuna intenzione di aggiungerci all’attuale coalizione. Noi l’accordo l’abbiamo fatto con il Pd”. Il segretario dell’Udc è stato al gioco, per ora. Ha mantenuto fede al patto tra gentiluomini fatto vis a vis con Ucchielli, che gli chiedeva qualche giorno per sistemare le cose con la vecchia coalizione. Ma di giorni ne sono passati diversi. E il navigare a vista del Pd, che alimenta questa situazione di incertezza, sta facendo saltare i nervi alla base dell’Udc e, di conseguenza, anche ai suoi dirigenti. Che cominciano a chiedere risposte chiare e tempi certi.
La leadership di Ucchielli
C’è un unico aspetto positivo, per il leader del Pd: che il suo partito, riconoscendogli grande autorevolezza, tace e lascia fare senza sollevare pubblicamente polveroni, nonostante nei comitati di base fiocchino i mal di pancia. Solo la senatrice Marina Magistrelli ha esternato il suo malcontento, dicendosi sì favorevole all’ingresso dell’Udc “purché questo non comporti l’esclusione di altri partiti”. Una voce rimasta isolata. Tutti gli altri hanno parlato sempre di un’Udc essenziale, anche a costo di un declassamento della sinistra. Lo ha detto l’onorevole Vannucci qualche giorno fa, lo ha ripetuto, in un incontro riservato che si è tenuto nel fine settimana a Sant’Elpidio a Mare, presente anche Ucchielli, il vice di Spacca, Paolo Petrini. “Se i partiti della sinistra ci stanno bene- avrebbe detto -, sennò pazienza. D’altro canto, in questi 5 anni, di problemi ne hanno creati più di uno”.
Lolita Falconi
FONTE: Corriere Adriatico del 01/02/2010
«Non possiamo narcotizzarci al centro. E non ho l’idea di governo che ha Berlusconi»
ANCONA - Detto, fatto. L’Udc non andrà da sola. Con chi? Pierferdinando Casini non lo dichiara. Ma i segnali sono inequivocabili: l’Udc è interessata a un accordo col centrosinistra che ricandida Gian Mario Spacca. Il consigliere regionale Luigi Viventi, dopo la relazione che introduce gli stati generali Udc ad Ancona afferma che «Spacca ha operato bene in un periodo di crisi come questo». E il leader Casini, se a domanda diretta («Con chi andrete?») risponde «devono attendere ancora», dedica buona parte del suo intervento a criticare il Governo Berlusconi. E sulla prospettiva della forza di centro, dice: «Bisogna scompaginare quello schema a livello locale. Bisogna avere il coraggio di cambiare, anche a costo di perdere qualche voto, perché poi ne troveremo altri». E nelle Marche, l’Udc vuole essere «l’interlocutore dei moderati». Rapida verifica. Conferme. L’indicazione suona come un imprimatur a un’eventuale alleanza con il centrosinistra. Casini prende la parola alla sede Figc di Ancona dopo due ore di stati generali. Si sistema il microfono, si toglie la giacca per misurarsi con la platea. Da lui si attendono indicazioni sul futuro delle alleanze regionali. Lo attendono i presenti in sala, ma anche le forze di centrodestra e centrosinistra che presenti non sono, ma verranno a conoscenza dei fatti di lì a poco. Parte soft Casini, ringrazia gli interventi di coloro che lo hanno preceduto sul palco. Rappresentanti di associazioni, categorie, senatori (Luca Marconi e Alessandro Forlani), oltre a Viventi, Pettinari e Ciccanti, rispettivamente presidente regionale, segretario regionale e deputato dell’Udc. Poi arrivano gli scossoni. Il primo scongiura ogni ipotesi di corsa solitaria. «Non possiamo narcotizzarci al centro - dice l’ex presidente della Camera - Sceglieremo (uno schieramento, ndr) a costo di perdere degli elettori». Poi parla di «assenza di condizionamenti ideologici», da quando, nel 2008, si interruppe il sodalizio con Berlusconi nella Casa delle libertà. E ricorda che «l’Udc in questa, come nelle altre regioni, deve essere un interlocutore reale. Dobbiamo far pesare i nostri voti, mettere sul tavolo il nostro valore, far pesare la nostra identità». Un valore che non sempre è stato compreso appieno dal centrodestra. «Gli stessi che lo scorso anno ci ritenevano inutili, ora vengono a cercarci perché hanno bisogno dei nostri voti. In 8, 9 regioni su 13 saremo decisivi». Più che un messaggio, una stilettata al Pdl. Ma Casini non si ferma lì. Nel giorno in cui una parte d’Italia si riunisce nelle piazze per il “No B-day”, lui rincara la dose. Prima parla di «un’idea di governo diversa da quella di Berlusconi». Poi ribadendo il credo puntellato per settimane dai suoi capofila regionali, ossia che per stabilire delle alleanze contano le convergenze sui programmi, afferma: «La ragione per cui Berlusconi ci vuole con noi è ‘così vinco’». «Anche se - ricorda Casini, Veltroni, così come Berlusconi voleva farci fuori a colpi di bipolarismo». Ma con il centrosinistra le convergenze sul programma sembrano esserci, eccome. Facendo un passo indietro, la risposta la fornisce il presidente regionale Luigi Viventi, che afferma: «Spacca ha operato bene nella tutela dell’occupazione in un periodo particolarmente delicato come questo». E dice anche: «La tutela dei lavoratori costituisce il fulcro del nostro programma». Ecco le convergenze sul programma, dunque. E se il cambiamento è l’opposto di una situazione vissuta per lungo tempo (l’alleanza con il Pdl), la grande apertura esclude veti derivanti da coalizioni o partiti affini. L’Udc, insomma, sembra non declinare gli inviti di centrosinistra.
GIANLUCA CIONNA
FONTE: Il Messaggero
Casini e i dirigenti del partito strizzano l’occhio al Pd. Ma dettano anche le condizioni
Con il Pd, col Pdl o da soli? Chi si aspetta dall’Udc e da Pier Ferdinando Casini una decisione netta e definitiva sul futuro assetto delle alleanze nelle Marche sarà rimasto, forse, deluso. Ma il regista degli stati generali del partito, che si sono tenuti ieri pomeriggio nella sede della Figc di Ancona, alla presenza di quasi mille persone, è così bravo che per capire la strategia dei centristi non serve altro che comporre il mosaico di interventi che si susseguono sul palco. E si arriva facile facile ad una conclusione: l’Udc di fatto strizza più di un occhio al governatore del centrosinistra Gian Mario Spacca, gli fa ben intendere di essere disponibile ad un’alleanza. Ma fissa anche paletti grossi come una casa, mette in campo punti programmatici giudicati “irrinunciabili”, traccia le linee guida dei valori e dei principi che dovranno per forza esserci.
La strategia del partito di centro emerge un po’ per volta, dai vari contributi. E’ un puzzle che si compone. Il mosaico, appunto. Parte il segretario-regista Pettinari: “Oggi non stiamo né con la destra né con la sinistra ma siamo una forza autonoma che vuole essere protagonista. Tutte le pregiudiziali sono cadute, le intese politiche verranno decise sulla base di programmi”. Prosegue il capogruppo regionale Luigi Viventi: “Stavolta vogliamo essere protagonisti e non comprimari. Vogliamo governare per poter realizzare e concretizzare le idee di cui siamo portatori”. Rincara la dose l’onorevole Ciccanti: “L’anno scorso dicevano che scegliere noi significava dare un voto inutile. Oggi gli stessi ci cercano invece come compagni di strada”. E ancora: “Spacca ha fatto delle cose buone, altre le poteva fare meglio. Ma, forse, non le ha fatte meglio perché ha avuto dei vincoli, perché qualche alleato non l’ha lasciato fare. Ecco, questa regione dovrà scegliere se continuare a sottoporsi a questi ricatti conservatori oppure no”. Chiude Casini, che pur premettendo che “la scelta per le Marche la farà il gruppo dirigente regionale”, chiarisce: “Non dobbiamo avere paura del cambiamento. Dobbiamo aprirci ad interlocuzioni nuove, avere una grande predisposizione verso la diversità. In molte realtà, è vero, andremo da soli ma in alcune altre (sottinteso, le Marche) dobbiamo avere il coraggio di scegliere a costo di perdere voti. Vedrete, ne recupereremo degli altri”. E poi: “Oggi siamo in condizione di essere protagonisti, siamo e vogliamo essere l’interlocutore di tutti i moderati. Facciamo pesare i nostri voti”. E infine un avvertimento che suona come un messaggio al centrodestra: “In questa partita non saremo gli avversari di comodo di chi ha già vinto a tavolino”.
Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta, tanta davvero. Nelle due ore e mezzo di convention salgono sul palco, annunciati di volta in volta dalla giornalista maceratese Alessandra Pierini, tutti i big dell’Udc marchigiano, compresi gli ex parlamentari Alessandro Forlani e Luca Marconi e il consigliere Leonardo Lippi. Tra il pubblico ci sono tutti: amministratori (tra cui i sindaci Ubaldi di Porto Recanati e Malaspina di Ortezzano, gli ex sindaci di Cupra Marittima Torquati e di Montegranaro Gianni Basso), dirigenti (da Mimmo Eleuteri a Arnaldo Ippoliti) e simpatizzanti.
Ma gli stati generali servono anche per ascoltare. E allora ecco la sfilata degli ospiti che poi non sono altro che i rappresentanti delle categorie e delle associazioni marchigiane. Da Giuliano Bianchi dell’Unioncamere che chiede sostegno per le piccole imprese a Stefano Mastrovincenzo della Cisl (”Più cooperazione tra gli enti”). E Floriana Bordicchia delle Famiglie numerose, Fabiola Caprari dell’associazionismo cattolico, Giannalberto Luzi della Coldiretti, Cippitelli della Confartigianato (che esordisce ringraziando… “il presidente Fini” salvo poi scusarsi per quello che definisce un lapsus freudiano), Roberto Oreficini della Protezione civile (completamente afono), Ubaldo Perfetti del Consiglio nazionale forense e Guido Folloni della Rosa per l’Italia (tra il pubblico anche Aldo Tesei).
L’attesa è comunque tutta per le parole di Casini. Che ringrazia Pettinari per l’organizzazione dell’evento (e per essere riuscito, qualità rara tra i politici, a condensare in poco più di due ore ben 16 interventi). “La politica - avverte Casini - deve saper ascoltare e oggi lo abbiamo fatto. Ma deve anche decidere, assumendosi la responsabilità delle scelte”. Il leader dell’Udc tocca poi tutti i temi chiave dell’attualità politica: dalla crisi, alla giustizia, dalle pensioni alle poche opportunità che ” rischiamo di lasciare ai nostri giovani”, dagli extracomunitari a Spatuzza (”i pentiti sono uno strumento importante, ma quello che ha detto Spatuzza a proposito di Berlusconi e Dell’Utri, va verificato”), passando per i girotondi di Di Pietro e Moretti e per la golden share della Lega. E chiude con le Marche: “La scelta compete a voi - dice rivolgendosi ai dirigenti locali - ma sappiate che non dobbiamo avere paura del cambiamento”. E’ il mosaico. Che si compone.
Lolita Falconi
Fonte: Corriere Adriatico
Ormai siamo a metà luglio, il Generale Agosto si sta avvicinando e, con lui, una fase di riposo e di minore attività, sia in sede locale che nazionale.
Alla ripresa autunnale (che da noi, insegnano i vecchi, coincide con la Fiera di san Nicola a Pesaro il 10 settembre circa) molti nodi verranno al pettine (dalle nuove giunte locali, alla prospettiva delle elezioni regionali di marzo 2010 in cui l’UDC deve saper spendere bene la importante dote del 7,2% dei voti conseguiti nelle Marche, al congresso del PD oggi travagliatissimo, ecc.).
Non sarà un autunno-inverno facilissimo. Ma noi vogliamo essere co-protagonisti delle scelte che allora si faranno.
Intanto, a tutti auguro buone vacanze (da noi o altrove, brevi o lunghe che siano).
Appuntamento su questo sito con novità ogni tanto fino al 15 settembre, poi assicuro una “manutenzione” e un aggiornamento del sito ogni giorno.
Domenico Campogiani
Commenti UDC al primo consiglio comunale del Corbucci-bis
Questo pomeriggio si è tenuto il primo consiglio comunale dopo la riconferma a sindaco di Corbucci. Sarebbe interessante aprire un dibattito con coloro che erano presenti alla seduta e perciò saranno benvenuti eventuali commenti a questo articolo. La sala Serpieri era gremita di cittadini in attento ascolto… ma si è, come prevedibile, rapidamente svuotata con il sopraggiungere dell’ora di cena… proprio quando iniziava “il lavoro vero” del consiglio.
La squadra di assessori presentata dal sindaco segna una chiara discontinuità con la precedente e ciò (al dire dell’opposizione) nasconde una sostanziale bocciatura dell’operato assessorile appena archiviato. A mio avviso, pur stimando per conoscenza personale i nuovi prescelti, esiste il rischio di dover pagare un significativo scotto iniziale, dovuto alla mancanza di una completa e collaudata competenza specifica circa l’intero ventaglio di mansioni che ognuno di loro è chiamato a coprire. Auguro quindi ai neo assessori una proficua estate di studio e formazione, per evitare i tentennamenti già oggi dimostrati in aula in sede di valutazione di alcune delibere.
Un secondo aspetto che vorrei sottolineare sta nel “mutismo” dei consiglieri di maggioranza, che spero sia in gran parte imputabile all’elevato numero di neo-consiglieri…. altrimenti interpretabile come “pigro allineamento” alle direttive ricevute, posizione, questa, che mortificherebbe un sano dibattito sul merito delle questioni trattate in consiglio.
Infine pongo l’attenzione sul prossimo importante appuntamento, che avverrà tra 45 giorni con la presentazione del programma. Spero che il sindaco e la giunta vogliano rendere partecipi i cittadini con una trasparente informazione circa i dettagli programmatici, magari dimostrando coraggio ed apertura nel considerare seriamente gli eventuali spunti provenienti dai cosiddetti “portatori di interessi”. Mi auguro in ogni caso che il programma sia dettagliato e concreto e non si limiti a trattare di scontate “minutaglie”.
Chiudo questo commento con un globale “buon lavoro” a maggioranza ed opposizione, affinchè, nello stretto rispetto dei diversi ruoli, spingano Urbino verso una concreta rinascita.
Piergiorgio Fabbri - UDC Urbino
Oggi pomeriggio, lunedì 29 giugno, si è riunito il Consiglio Comunale di Urbino per la prima volta dopo il voto di inizio giugno.
E’ stato eletto presidente del Consiglio Comunale l’ex vice sindaco Lino Mechelli, che ha spiazzato tutti con questa scelta.
Il Sindaco Corbucci ha giurato e ha presentato la nuova Giunta. Si è poi svolto un vivace dibattito con tanti interventi dell’opposizione (costituita da 7 componenti) e alcuni della maggioranza (composta da 13 consiglieri).
Su questa prima riunione interverrò sul sito a breve l’amico Piergiorgio Fabbri.
A poco più di una settimana dal voto, prendo una pausa di riflessione dopo 50 giorni intensissimi di campagna elettorale.
Prima della fine del mese di giugno deciderò come utilizzare questo spazio sulla Rete, per collegare i numerosi amici coinvolti nella battaglia della lista UDC a mio sostegno come candidato sindaco di Urbino.
Vorrei fare di queste pagine un luogo di riflessione e di impegno civile, non scontato e non piagnone.
Appuntamento tra pochi giorni! E - dal cuore - grazie a tutte voi e a tutti voi!
Domenico Campogiani
Dalle 15:00 di oggi fino alle 22:00 e domani dalle 7:00 alle 22:00 si può - finalmente - votare.
Chi vuole votare Campogiani Sindaco e la lista UDC per il consiglio comunale deve fare così:
- Tracciare un segno qualsiasi ( X oppure / ) sul simbolo UDC (Unione Di Centro) e se vuole il cognome di un candidato nella riga a fianco del simbolo
Per il VOTO DISGIUNTO, cioè per chi vuole votare Campogiani come sindaco ma vuole votare un altro candidato di un’altra lista per il consiglio comunale:
- Tracciare un segno qualsiasi ( X oppure / ) sul MIO NOME E COGNOME (a sinistra sulla scheda) e tracciare un segno qualunque ( X oppure / ) sul SIMBOLO di un altro partito e a fianco il cognome del candidato.